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Articolo per pazienti Pubblicato: 22/03/2013 Lettura: ~4 min

Fibrosi miocardica e terapia di resincronizzazione cardiaca

Fonte
Giuseppe Mascia - Gino Grifoni, Cattedra di Cardiologia Università degli Studi di Firenze

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giuseppe Mascia - Gino Grifoni Aggiornato il 06/02/2026

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Categoria: 1095 Sezione: 30

Introduzione

La terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT) è un trattamento importante per chi soffre di scompenso cardiaco. Aiuta a migliorare i sintomi, ridurre le ospedalizzazioni e aumentare la sopravvivenza. Un aspetto fondamentale per il successo di questa terapia è la presenza e la distribuzione della fibrosi, cioè del tessuto cicatriziale nel cuore. Qui spieghiamo come la fibrosi influisce sulla risposta alla CRT e come la risonanza magnetica cardiaca può aiutare a valutarla.

Che cos'è la terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT)

La CRT è un trattamento usato per migliorare la funzione del cuore in persone con scompenso cardiaco. Funziona stimolando il cuore in modo coordinato, aiutando a migliorare la sua capacità di pompare il sangue. Questo porta a diversi benefici, come:

  • Riduzione dei sintomi dello scompenso
  • Meno ricoveri in ospedale
  • Diminuzione del rischio di morte per problemi cardiaci
  • Miglioramento della funzione del ventricolo sinistro, la parte principale del cuore che pompa il sangue

Il ruolo della fibrosi miocardica

La fibrosi è una formazione di tessuto cicatriziale nel cuore che può influenzare la risposta alla CRT. Essa può avere caratteristiche diverse a seconda della causa dello scompenso cardiaco:

  • Cardiopatia ischemica: la fibrosi si trova spesso negli strati più interni del cuore (sub-endocardica o transmurale) e segue le aree colpite da ridotto flusso sanguigno a causa di problemi alle arterie coronarie.
  • Cardiopatia dilatativa non ischemica: la fibrosi è più irregolare e si localizza in zone più esterne o centrali del muscolo cardiaco (subepicardica o mesocardica). In questo caso, la CRT può aiutare a ridurre la fibrosi reattiva che si sviluppa con lo scompenso.

Perché la fibrosi influenza la risposta alla CRT

La CRT funziona meglio quando il segnale elettrico stimola il muscolo cardiaco sano. Se l'area stimolata è sostituita da tessuto cicatriziale senza cellule muscolari, la conduzione elettrica è rallentata e la stimolazione è meno efficace. Questo può portare a una risposta scarsa o assente alla terapia.

La risonanza magnetica cardiaca per valutare la fibrosi

La risonanza magnetica cardiaca è uno strumento molto utile per vedere con precisione la fibrosi nel cuore. Offre immagini di alta qualità senza usare radiazioni e permette di:

  • Individuare la posizione e l'estensione della fibrosi
  • Distinguerne il tipo, cioè ischemico o non ischemico

Questa valutazione aiuta a prevedere la risposta alla CRT. Per esempio, in pazienti con fibrosi estesa e profonda nella parete postero-laterale del ventricolo sinistro, la risposta alla CRT è spesso scarsa anche se ci sono segni di dissincronia ventricolare.

Importanza della quantità e posizione della fibrosi

Studi hanno mostrato che:

  • Una cicatrice che coinvolge più del 33% del volume del ventricolo sinistro può indicare una minore probabilità di risposta alla CRT.
  • Altri studi suggeriscono che anche un 15% di tessuto cicatriziale può essere un limite per una buona risposta, soprattutto in pazienti senza infarto noto.
  • Il "carico cicatriziale" totale, cioè la somma delle aree di fibrosi, è correlato alla risposta: più è alto, minore è la probabilità di miglioramento.

Fibrosi e cardiomiopatia dilatativa non ischemica

In questo tipo di cardiopatia, la CRT tende a dare risultati migliori. Tuttavia, la presenza di fibrosi nella parte centrale della parete del cuore (fibrosi "midwall") è associata a un rischio maggiore di complicazioni e peggioramento della salute.

Limiti e prospettive future

Anche se la risonanza magnetica cardiaca è molto utile, ci sono alcune difficoltà:

  • Gli studi finora sono stati condotti su gruppi piccoli e molto diversi tra loro.
  • I parametri per valutare la fibrosi e i limiti per prevedere la risposta alla CRT non sono ancora uniformi.
  • Non ci sono ancora indicazioni precise su come posizionare il catetere di stimolazione rispetto alla fibrosi.

Per questi motivi, le linee guida attuali non includono ancora raccomandazioni definitive sull’uso della risonanza magnetica in questo contesto.

In conclusione

La presenza e la distribuzione della fibrosi nel cuore sono fattori chiave che influenzano la risposta alla terapia di resincronizzazione cardiaca. La risonanza magnetica cardiaca è uno strumento prezioso per valutare la fibrosi e aiutare a capire quali pazienti possono trarre maggior beneficio dalla CRT. Tuttavia, servono ulteriori studi per definire meglio come utilizzare queste informazioni nella pratica clinica quotidiana.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giuseppe Mascia - Gino Grifoni

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