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Articolo per pazienti Pubblicato: 22/04/2013 Lettura: ~3 min

Ottimizzare il dispositivo CRT: perché, come e con quale frequenza

Fonte
Stefania Sacchi, Luigi Padeletti - Cattedra di Cardiologia, Università degli Studi di Firenze

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Sacchi Padeletti Aggiornato il 06/02/2026

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Introduzione

La terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT) è un trattamento importante per chi ha problemi al cuore causati da uno scompenso. Tuttavia, non tutti i pazienti rispondono allo stesso modo. Ottimizzare il dispositivo CRT significa regolare al meglio il funzionamento del dispositivo per migliorare i risultati e la qualità della vita. In questo testo spiegheremo perché è importante questa ottimizzazione, come si può fare e con quale frequenza.

Perché ottimizzare il dispositivo CRT

La terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT) è usata da circa 20 anni per aiutare pazienti con scompenso cardiaco moderato o severo. Questo trattamento migliora la prognosi e la qualità della vita di molti pazienti. Tuttavia, tra il 20% e il 45% dei pazienti non mostra miglioramenti evidenti dopo la CRT. Questi pazienti sono chiamati "non-responder". Per ridurre questo numero, è importante scegliere bene i pazienti, gestire le loro condizioni, posizionare correttamente gli elettrocateteri e soprattutto ottimizzare i parametri di funzionamento del dispositivo durante i controlli successivi all'impianto.

Come ottimizzare il dispositivo CRT

L’ottimizzazione riguarda principalmente la regolazione di due intervalli temporali chiamati intervallo atrioventricolare (AV) e intervallo interventricolare (VV). Questi intervalli indicano i tempi con cui il dispositivo stimola le diverse parti del cuore per sincronizzarne il battito.

Metodo ecocardiografico

Il metodo tradizionale per ottimizzare questi intervalli è l’ecocardiografia, un esame che usa gli ultrasuoni per vedere il cuore in movimento. È considerato il "gold standard" (metodo migliore) per questa regolazione. Tuttavia, richiede tempo, dipende dall’esperienza dell’operatore, può essere fatto solo a riposo e non sempre è possibile ripeterlo frequentemente.

Metodi basati sul dispositivo (device-based)

Per superare i limiti dell’ecocardiografia, sono stati sviluppati metodi automatici che usano algoritmi integrati nel dispositivo stesso. Questi metodi, come QuickOpt, SmartDelay e Adaptive-CRT, regolano gli intervalli AV e VV basandosi sui segnali elettrici del cuore. Sono più veloci e non dipendono dall’operatore, ma comunque funzionano solo a riposo e richiedono visite di controllo.

Metodo emodinamico con sensore SonR

Un’alternativa innovativa è l’uso del sensore SonR, un piccolo accelerometro posizionato sull’elettrocatetere nell’atrio destro del cuore. Questo sensore misura le vibrazioni muscolari del cuore durante il battito, che riflettono la forza con cui il cuore si contrae. Integrato nel dispositivo CRT-D, il sensore SonR permette di ottimizzare automaticamente e continuamente gli intervalli AV e VV sia a riposo sia durante l’attività fisica, adattandosi così meglio alle esigenze del paziente.

Impatto del metodo SonR

Lo studio CLEAR ha dimostrato che l’ottimizzazione automatica e periodica con il sensore SonR aumenta significativamente la percentuale di pazienti che rispondono bene alla CRT rispetto ai metodi tradizionali. In uno studio con 268 pazienti in ritmo sinusale, dopo un anno il 76% di quelli con ottimizzazione SonR ha mostrato miglioramenti, contro il 62% del gruppo di controllo.

Inoltre, una maggiore frequenza di ottimizzazione degli intervalli AV e VV, indipendentemente dal metodo usato, è associata a risultati clinici migliori nel lungo termine.

Attualmente è in corso uno studio più ampio, chiamato RESPOND-CRT, che confronta direttamente l’ottimizzazione automatica settimanale con SonR con l’ottimizzazione ecocardiografica tradizionale, per valutare quale metodo dia i migliori risultati.

In conclusione

L’ottimizzazione regolare e frequente dei parametri di stimolazione del dispositivo CRT è fondamentale per migliorare la risposta al trattamento nei pazienti con scompenso cardiaco. Il metodo automatico con sensore SonR rappresenta una promettente alternativa ai metodi tradizionali, potenzialmente più efficace e più adatto alle esigenze quotidiane del paziente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Sacchi Padeletti

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