Che cosa significa cardiotossicità
La cardiotossicità indica gli effetti dannosi che alcuni farmaci possono avere sul cuore. Questi effetti possono causare problemi seri, come aritmie (battiti irregolari) o danni al muscolo cardiaco. La cardiotossicità è una delle cause principali di morti che si potrebbero evitare.
Chi è più a rischio
I pazienti che hanno già una malattia del cuore sono più vulnerabili a queste reazioni avverse rispetto alle persone sane.
Come si studia la cardiotossicità
Per capire come i farmaci influenzano il cuore, i ricercatori usano cellule chiamate cardiomiociti, che sono le cellule responsabili del battito cardiaco. Queste cellule vengono ottenute da cellule staminali pluripotenti indotte (hiPSC), cioè cellule speciali derivate da pazienti che possono trasformarsi in diversi tipi di cellule, compresi i cardiomiociti.
Le cellule sono prese sia da persone sane sia da pazienti con malattie cardiache ereditarie, come:
- sindrome del QT lungo (una condizione che può causare aritmie pericolose);
- cardiomiopatia ipertrofica familiare (ispessimento anomalo del muscolo cardiaco);
- cardiomiopatia dilatativa familiare (dilatazione e indebolimento del cuore).
Cosa si misura nelle cellule
Nei singoli cardiomiociti si valuta la durata del potenziale d'azione, cioè il tempo in cui la cellula si attiva per far battere il cuore, e si osservano eventuali aritmie indotte dai farmaci. Questi dati aiutano a capire se un farmaco può causare problemi al cuore.
Controlli e conferme
Per confrontare i risultati, si usano anche cellule cardiache derivate da cellule staminali embrionali umane (hESC-CMS) e cellule renali di embrioni umani, che non mostrano le caratteristiche specifiche del cuore. Questo serve a confermare che le osservazioni riguardano proprio i cardiomiociti.
Un test chiamato PCR ha confermato che nelle cellule cardiache sono presenti tutti i canali ionici necessari per il normale funzionamento del cuore, mentre nelle cellule renali questi canali non ci sono.
Risultati principali dello studio
Lo studio ha dimostrato che le cellule cardiache derivate da pazienti con malattie cardiache ereditarie sono più sensibili ai farmaci che possono danneggiare il cuore. Questa sensibilità si nota soprattutto nella durata del potenziale d'azione e nella frequenza delle aritmie causate dai farmaci.
In conclusione
Questo tipo di ricerca aiuta a capire come i farmaci possono influenzare il cuore, soprattutto in persone con malattie cardiache ereditarie. Usare cellule cardiache derivate da pazienti permette di valutare meglio i rischi e di sviluppare farmaci più sicuri.