Che cos’è lo studio IRIDE
Lo studio IRIDE è una ricerca condotta su 604 pazienti con un’età media di 66 anni, seguiti per circa 4 anni. Tutti i pazienti hanno ricevuto un defibrillatore impiantabile (ICD) per prevenire la morte cardiaca improvvisa, basandosi su indicazioni mediche riconosciute.
Tipi di defibrillatori utilizzati
- ICD monocamerale (con un solo elettrodo): impiantato nel 28% dei pazienti
- ICD bicamerale (con due elettrodi): impiantato nel 28% dei pazienti
- ICD biventricolare (con tre elettrodi, usato anche per migliorare la funzione del cuore): impiantato nel 43% dei pazienti
Inoltre, nella maggior parte dei pazienti (90%) è stata attivata una funzione chiamata ATP, che aiuta a correggere alcuni tipi di aritmie senza bisogno di scariche elettriche forti.
Risultati principali
- La sopravvivenza complessiva dei pazienti è stata alta: il 94% dopo 1 anno, l’89% dopo 2 anni, l’80% dopo 3 anni e il 75% dopo 4 anni.
- Il defibrillatore ha fornito interventi adeguati (cioè ha corretto pericolose aritmie) nel 16% dei pazienti dopo 1 anno, arrivando al 50% dopo 4 anni.
- Non è stata trovata una differenza significativa nella mortalità tra chi ha ricevuto o meno questi interventi adeguati, suggerendo che l’impianto dell’ICD è efficace nel prevenire eventi fatali.
In conclusione
Lo studio IRIDE conferma che l’impianto di defibrillatori impiantabili è efficace nella pratica clinica per proteggere i pazienti a rischio di morte cardiaca improvvisa. I risultati mostrano una buona sopravvivenza e un corretto funzionamento del dispositivo nel tempo, supportando il loro uso secondo le attuali raccomandazioni mediche.