Che cosa è stato studiato
Un gruppo di 1.169 persone di origine africana è stato esaminato per capire se misurare la pressione aortica potesse dare informazioni aggiuntive sul rischio di danni agli organi, soprattutto in chi ha una pressione del sangue normale o leggermente alta (tra 120-139/80-89 mmHg).
Come è stata misurata la pressione aortica
La pressione aortica è stata valutata usando un metodo chiamato tonometria radiale ad applanazione, che registra le onde di pressione nel polso, e un software specifico chiamato SphygmoCor.
Parametri per valutare il danno agli organi
- Velocità dell'onda di polso carotidea-femorale (PWV): misura la rigidità delle arterie, un segno di danno vascolare.
- Tasso stimato di filtrazione glomerulare (eGFR): indica la funzione dei reni.
- Massa ventricolare sinistra indicizzata (LVMI): valuta lo spessore del muscolo del cuore, che può aumentare in risposta a carichi di lavoro elevati.
Risultati principali
Tra chi aveva una pressione normale o leggermente alta, circa il 45% con valori di pressione aortica più bassi non mostrava segni di danno agli organi. Invece, chi aveva una pressione sistolica aortica superiore ai valori ottimali presentava:
- un aumento della rigidità arteriosa (PWV più alta),
- un aumento dello spessore del muscolo cardiaco (LVMI più alto),
- una riduzione della funzione renale (eGFR più bassa).
Questi cambiamenti sono risultati significativi anche dopo aver considerato altri fattori che possono influenzare i risultati.
In conclusione
Misurare la pressione aortica può fornire informazioni importanti sul rischio di danni a cuore e reni, anche quando la pressione misurata al braccio è normale o leggermente alta. Questo può aiutare a identificare persone a rischio che potrebbero non essere riconosciute con le misurazioni tradizionali.