Che cosa ha studiato HPS2-THRIVE
Lo studio ha coinvolto più di 42.000 pazienti con malattie delle arterie, tutti trattati inizialmente con una statina chiamata simvastatina, da sola o insieme a un altro farmaco, l'ezetimibe, per abbassare il colesterolo LDL (il cosiddetto "colesterolo cattivo").
Dopo questa fase, circa 38.000 pazienti hanno provato a prendere niacina a rilascio prolungato (ERN) insieme a laropiprant (LRPT) per circa un mese. Quasi un terzo di loro ha dovuto interrompere per effetti collaterali legati alla niacina.
Alla fine, più di 25.000 pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha continuato con ERN/LRPT e l'altro ha ricevuto un placebo, cioè una sostanza senza principi attivi. Entrambi i gruppi sono stati seguiti per quasi 4 anni.
Rischio di problemi muscolari
Il trattamento con ERN/LRPT, aggiunto alle statine, ha aumentato il rischio di miopatia, cioè problemi ai muscoli che possono causare dolore o debolezza. In particolare:
- Il rischio di miopatia è stato più alto nel gruppo che ha preso ERN/LRPT rispetto al placebo.
- La miopatia è stata più frequente nei pazienti cinesi rispetto a quelli europei.
- In alcuni casi, si è verificata una condizione più grave chiamata rabdomiolisi, che è una rottura importante delle fibre muscolari.
Altri effetti osservati
Alcuni pazienti che assumevano ERN/LRPT hanno mostrato un aumento degli enzimi epatici (alanina transaminasi) oltre tre volte il limite normale, segno di possibile stress al fegato, anche se senza danni muscolari associati.
Tolleranza al trattamento
Nonostante gli effetti collaterali, tra le persone che hanno tollerato il farmaco per circa un mese, circa il 75% ha continuato ad assumerlo per quasi 4 anni.
In conclusione
Lo studio HPS2-THRIVE ha mostrato che l'aggiunta di niacina a rilascio prolungato e laropiprant alla terapia con statine può aumentare il rischio di problemi muscolari, soprattutto in pazienti di origine cinese. Tuttavia, molti pazienti sono riusciti a tollerare il trattamento per un lungo periodo. Questi risultati aiutano a comprendere meglio i benefici e i rischi di questo tipo di terapia in diversi gruppi di persone.