Che cosa è stato studiato
Durante un importante congresso sull'ipertensione, sono stati presentati nuovi modi per trattare la pressione alta senza usare solo farmaci. Uno di questi modi riguarda il microbiota intestinale, cioè l'insieme di batteri che vivono nel nostro intestino.
Le fibre alimentari non vengono digerite nello stomaco o nell'intestino tenue, ma arrivano al colon, dove i batteri le trasformano in sostanze chiamate acidi grassi a catena corta (SCFA), come l'acetato e il butirrato. Queste sostanze hanno mostrato di poter abbassare la pressione arteriosa in esperimenti su animali, ma non era chiaro se potessero funzionare anche negli esseri umani.
Lo studio condotto
Per capire meglio, è stato fatto uno studio con 22 persone che avevano appena iniziato a trattare l'ipertensione. Queste persone hanno assunto per 3 settimane un integratore a base di amido di mais modificato, chiamato HAMSAB, che contiene amilosio acetilato e butirrilato, oppure un placebo (una sostanza senza principi attivi). Dopo un periodo di pausa di 3 settimane, hanno cambiato il trattamento (chi aveva preso HAMSAB ha preso il placebo e viceversa).
Risultati principali
- Il trattamento con HAMSAB ha ridotto in modo significativo la pressione arteriosa sistolica (la pressione quando il cuore si contrae) nelle 24 ore.
- Questa riduzione è stata osservata indipendentemente dall'età, dal sesso o dal peso delle persone.
- Non sono stati segnalati effetti collaterali durante il trattamento.
- HAMSAB ha aumentato i livelli di acetato e butirrato nel corpo.
- Ha anche cambiato la composizione dei batteri intestinali, aumentando quelli che producono queste sostanze benefiche.
Come funziona
L'amido modificato serve da "cibo" per i batteri buoni dell'intestino, che lo trasformano in sostanze utili per il nostro corpo. Questi acidi grassi a catena corta possono aiutare a rilassare i vasi sanguigni e così abbassare la pressione.
In conclusione
Un integratore prebiotico come HAMSAB può essere una nuova e promettente strada per aiutare a controllare la pressione arteriosa, agendo attraverso i batteri intestinali e le sostanze che producono. Questo approccio potrebbe affiancare i trattamenti tradizionali per l'ipertensione essenziale.