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Articolo per pazienti Pubblicato: 29/05/2013 Lettura: ~2 min

Importanza della valutazione del volume dell'atrio sinistro con risonanza magnetica nella cardiomiopatia dilatativa non ischemica

Fonte
Eur J Heart Fail (2013) 15 (6): 660-670. doi: 10.1093/eurjhf/hft019.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Valente Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega come la misurazione del volume dell'atrio sinistro del cuore, fatta con una tecnica chiamata risonanza magnetica cardiovascolare, possa aiutare a prevedere l'andamento della cardiomiopatia dilatativa non ischemica, una malattia del cuore. Le informazioni sono basate su uno studio scientifico che ha seguito molti pazienti per diversi anni.

Che cos'è il volume atriale sinistro (LAV) e perché è importante

L'atrio sinistro è una delle quattro camere del cuore, che riceve il sangue ossigenato dai polmoni. Il volume atriale sinistro (LAV) indica quanto sangue contiene questa camera. Un volume aumentato può indicare problemi al cuore.

Studi precedenti con l'ecocardiografia (una tecnica che usa gli ultrasuoni) hanno mostrato che un volume atriale sinistro più grande è legato a un peggioramento dello scompenso cardiaco, una condizione in cui il cuore fatica a pompare il sangue.

La risonanza magnetica cardiovascolare (CMR) e la misurazione del LAV

La risonanza magnetica cardiovascolare è una tecnica che permette di vedere il cuore in modo molto dettagliato. Con essa si può misurare il volume atriale sinistro in modo preciso e ripetibile.

In questo studio, è stato valutato il volume atriale sinistro indicizzato (LAVI), cioè il volume corretto in base alla superficie corporea del paziente, in 483 persone con cardiomiopatia dilatativa non ischemica.

Risultati dello studio

  • I pazienti sono stati seguiti per una media di 5,3 anni.
  • Durante questo periodo, 75 persone sono morte e 9 hanno ricevuto un trapianto di cuore.
  • Il valore di LAVI si è dimostrato un predittore indipendente di rischio di morte o trapianto, cioè più alto era il LAVI, maggiore era il rischio.
  • Un aumento di 10 ml/m2 di LAVI aumentava il rischio di eventi negativi.
  • Il valore di LAVI superiore a 72 ml/m2 indicava un rischio triplo di morte o trapianto rispetto a valori più bassi.
  • Il LAVI ha migliorato la capacità di prevedere la sopravvivenza senza trapianto rispetto ad altri fattori di rischio già noti.

In conclusione

La misurazione del volume dell'atrio sinistro con la risonanza magnetica è un metodo utile per valutare il rischio di eventi gravi in persone con cardiomiopatia dilatativa non ischemica. Un volume atriale sinistro più grande è associato a un rischio maggiore di morte o necessità di trapianto cardiaco. Questi dati aiutano i medici a comprendere meglio la gravità della malattia e a prevedere l'andamento nel tempo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Valente

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