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Articolo per pazienti Pubblicato: 28/06/2024 Lettura: ~3 min

La gestione del paziente con ipertensione non controllata e sintomi di scompenso

Fonte
Stefano Carugo, Professore di Cardiologia, Università di Milano, Direttore Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare, IRCCS Policlinico di Milano

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Stefano Carugo Aggiornato il 01/02/2026

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Categoria: 989 Sezione: 22

Introduzione

Questo testo descrive il caso di una donna con ipertensione e sintomi di difficoltà respiratoria. Spieghiamo come si può gestire la sua situazione con una terapia adeguata, in modo chiaro e semplice.

Il caso della paziente

Si tratta di una donna di 65 anni con diversi fattori di rischio per problemi cardiaci, come l'ipertensione (pressione alta), il sovrappeso e uno stile di vita poco attivo. In passato ha fumato molto e ha una placca calcifica in una delle arterie del collo, che può ridurre il flusso di sangue al cervello.

Nel 2014 è stata seguita per un ingrossamento e uno spessore aumentato del ventricolo sinistro del cuore, con una piccola perdita nella valvola mitrale e un leggero aumento della dimensione dell'atrio sinistro, ma con una funzione cardiaca ancora buona.

Nel 2022 ha avuto un episodio di crisi ipertensiva (pressione molto alta) e battiti cardiaci irregolari. Gli esami hanno mostrato un ulteriore aumento dello spessore del ventricolo sinistro, ma la funzione del cuore era ancora conservata. Le è stata prescritta una terapia con due tipi di farmaci per abbassare la pressione: un sartano e un calcioantagonista. Gli esami alle arterie renali sono risultati normali.

Nel gennaio 2023, un monitoraggio del ritmo cardiaco ha mostrato un ritmo normale con alcune extrasistoli (battiti cardiaci extra) sopraventricolari e rare extrasistoli ventricolari.

La paziente si è presentata con difficoltà a respirare (dispnea) anche con sforzi lievi e vertigini. La pressione era 150/90 mmHg e la frequenza cardiaca 88 battiti al minuto. L'esame obiettivo ha evidenziato un soffio al cuore e lievi gonfiori alle gambe, ma senza segni di congestione polmonare o altri problemi evidenti.

Strategia terapeutica iniziale

La paziente era già in trattamento con sartano e calcioantagonista. La presenza di extrasistoli e dispnea indica che è utile aggiungere un beta bloccante, un farmaco che aiuta a ridurre l'attività eccessiva del sistema nervoso simpatico, migliorando il controllo del battito cardiaco e riducendo il carico sul cuore.

Modifiche successive alla terapia

Dopo l'aggiunta del beta bloccante, la paziente non ha ancora raggiunto l'obiettivo di pressione arteriosa e presenta edemi (gonfiori) alle gambe. Questo può essere causato dal calcioantagonista e indica una tendenza a trattenere liquidi, che può peggiorare la dispnea.

Per questo motivo, è corretto sostituire la terapia con una combinazione di beta bloccante e un diuretico tiazidico a basso dosaggio, che aiuta a eliminare i liquidi in eccesso e a migliorare la pressione e la funzione cardiaca.

Accertamenti utili in caso di sospetto scompenso con funzione conservata

In pazienti ipertesi con sintomi di scompenso e funzione cardiaca conservata, sono fondamentali:

  • Ecocardiogramma strutturato: un esame ecografico del cuore che valuta le dimensioni, lo spessore e la funzione delle sue camere e valvole.
  • Dosaggio dei peptidi natriuretici atriali: esami del sangue che aiutano a riconoscere la presenza di scompenso cardiaco.

Questi esami sono essenziali per diagnosticare correttamente la HFpEF (scompenso cardiaco con frazione di eiezione preservata), una condizione frequente nei pazienti con ipertensione.

Correttezza dell'aggiunta del diuretico

L'aggiunta di un diuretico a basso dosaggio insieme al beta bloccante è stata una scelta corretta. Questo permette di raggiungere meglio i valori di pressione desiderati e di prevenire il peggioramento dello scompenso cardiaco.

In conclusione

In una paziente ipertesa con sintomi di difficoltà respiratoria e battiti cardiaci irregolari, è importante ottimizzare la terapia:

  • aggiungendo un beta bloccante per controllare la frequenza cardiaca e il carico sul cuore;
  • sostituendo il calcioantagonista con un beta bloccante associato a un diuretico per ridurre la ritenzione di liquidi e migliorare la pressione;
  • effettuando esami specifici come ecocardiogramma e dosaggio dei peptidi natriuretici per una diagnosi accurata;
  • monitorando attentamente la risposta alla terapia per raggiungere gli obiettivi di pressione e sintomi.

Questa strategia aiuta a gestire efficacemente l'ipertensione e a prevenire complicazioni legate allo scompenso cardiaco.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Stefano Carugo

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