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Articolo per pazienti Pubblicato: 01/07/2024 Lettura: ~2 min

Malattie infiammatorie croniche e rischio di scompenso cardiaco a lungo termine

Fonte
Sun J, et al. 10.1093/eurheartj/ehae338/7676429.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Gentile Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Le malattie infiammatorie croniche, come la malattia infiammatoria intestinale, possono influire anche sul cuore nel tempo. È importante capire come questa infiammazione prolungata possa aumentare il rischio di problemi cardiaci, per prendersi cura al meglio della propria salute.

Che cosa significa la malattia infiammatoria intestinale (IBD)

La malattia infiammatoria intestinale (IBD) è un gruppo di malattie in cui il sistema immunitario causa un'infiammazione continua nell'intestino. Le forme principali sono:

  • Morbo di Crohn (CD)
  • Colite ulcerosa (UC)
  • IBD non classificata (IBD-U)

Questa infiammazione è una risposta del corpo che, se non regolata bene, può causare problemi anche in altri organi.

Il legame tra IBD e scompenso cardiaco

Lo scompenso cardiaco (SC) è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficace. Studi recenti hanno mostrato che l'infiammazione legata all'IBD può aumentare il rischio di sviluppare SC nel tempo.

In uno studio svedese che ha seguito oltre 80.000 pazienti con IBD per molti anni, è stato osservato che:

  • Il rischio di scompenso cardiaco è più alto nei pazienti con IBD rispetto alla popolazione generale.
  • Questo rischio rimane elevato anche dopo più di 20 anni dalla diagnosi di IBD.
  • Ogni 130 pazienti con IBD, si registra un caso in più di scompenso cardiaco rispetto a chi non ha IBD.

Dettagli per i diversi tipi di IBD

  • Morbo di Crohn (CD): rischio più alto rispetto a chi non ha la malattia.
  • Colite ulcerosa (UC): rischio aumentato, ma leggermente inferiore rispetto al Crohn.
  • IBD non classificata (IBD-U): rischio simile a quello del Crohn.

Confronto con fratelli senza IBD

Per capire se il rischio fosse legato solo alla malattia o anche a fattori familiari, i ricercatori hanno confrontato i pazienti con i loro fratelli senza IBD. Anche in questo confronto, il rischio di scompenso cardiaco era più alto nei pazienti con IBD, anche se in misura minore.

In conclusione

Le malattie infiammatorie croniche intestinali possono aumentare il rischio di problemi al cuore, come lo scompenso cardiaco, anche molti anni dopo la diagnosi. Questo evidenzia l'importanza di monitorare la salute generale nel tempo e di essere consapevoli di possibili complicazioni legate all'infiammazione cronica.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Gentile

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