Che cosa è stato studiato
Gli autori hanno coinvolto 2.839 pazienti che avevano avuto un'emorragia cerebrale spontanea, cioè un sanguinamento all'interno del cervello senza traumi esterni. Tutti avevano una pressione arteriosa sistolica alta nelle 6 ore successive all'evento.
I pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale (randomizzato):
- Un gruppo ha ricevuto un trattamento intensivo per abbassare la pressione con farmaci scelti dal medico.
- L'altro gruppo è stato trattato seguendo le linee guida standard.
Cosa si è misurato
Il risultato principale osservato era la combinazione di morte o grave disabilità a 90 giorni dall'evento. La disabilità è stata valutata con una scala chiamata scala di Rankin modificata, dove:
- 0 significa nessun sintomo;
- 5 indica grave disabilità;
- 6 indica morte.
Risultati principali
Su 2.794 pazienti analizzati:
- Nel gruppo con trattamento intensivo, il 52,0% ha avuto morte o grave disabilità.
- Nel gruppo con trattamento secondo le linee guida, la percentuale è stata del 55,6%.
Questa differenza non è risultata statisticamente significativa, cioè potrebbe essere dovuta al caso (p=0,06).
Tuttavia, un'analisi più dettagliata ha mostrato che i pazienti trattati intensivamente avevano punteggi leggermente migliori nella scala di disabilità (p=0,04), suggerendo un possibile beneficio nel ridurre la gravità della disabilità.
La mortalità è stata simile nei due gruppi (circa il 12%).
Eventi avversi gravi ma non fatali sono comparsi in circa il 23% dei pazienti in entrambi i gruppi.
In conclusione
Abbassare rapidamente e intensamente la pressione sanguigna in pazienti con emorragia cerebrale non ha ridotto in modo significativo la probabilità di morte o grave disabilità rispetto al trattamento standard. Tuttavia, potrebbe esserci un lieve miglioramento nella disabilità.