Un tracciato ECG curioso
Il tracciato che vediamo è stato trovato in un'antica tomba etrusca, un fatto sorprendente perché gli etruschi non avevano l'elettrocardiografo, lo strumento usato per registrare l'attività elettrica del cuore.
Forse qualcuno lo ha perso durante una ricerca in quel luogo.
La preeccitazione: una scoperta antica
La preeccitazione è un fenomeno cardiaco che non è stato scoperto solo nel 1930 da Wolff, Parkinson e White, come si pensa comunemente.
In realtà, la prima descrizione risale al 1851, ed è nascosta nell'opera "Rigoletto" di Giuseppe Verdi.
Nel terzo atto, il Duca di Mantova canta rivolgendosi a Maddalena: "vieni e senti del mio core/il frequente palpitar".
Questo significa che il Duca era molto "preeccitato", cioè il suo cuore batteva più velocemente e prima del normale, una condizione chiamata tachicardia da preeccitazione.
Capire l'intervallo P-R nell'ECG
L'intervallo P-R è un tempo che si misura nel tracciato ECG e rappresenta il periodo tra l'inizio dell'attività elettrica negli atri (le camere superiori del cuore) e l'inizio della contrazione dei ventricoli (le camere inferiori).
Nel caso della preeccitazione, questo intervallo può essere più corto del normale.
La domanda da porsi è: quanto misura l'intervallo P-R?
- 0,05 secondi (cioè il complesso QRS, che rappresenta la contrazione ventricolare, precede l'onda P)
- 0,02 secondi
- 0,04 secondi
- 0,08 secondi
- 8 secondi
Questa misura aiuta a capire se il cuore è preeccitato o no.
In conclusione
La preeccitazione è un fenomeno cardiaco noto da molto tempo, anche se spesso si pensa sia una scoperta recente.
Nel tracciato ECG, l'intervallo P-R è un parametro chiave per riconoscerla, poiché indica quanto velocemente l'impulso elettrico passa dagli atri ai ventricoli.
Un intervallo P-R più corto del normale suggerisce la presenza di una via elettrica anomala, tipica della preeccitazione.