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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/06/2013 Lettura: ~2 min

Prognosi a lungo termine nella Cardiomiopatia Apicale

Fonte
American Journal of Cardiology Volume 111, Issue 12, Pages 1784-1791, 15 June 2013.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Valente Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La cardiomiopatia apicale è una condizione del cuore che in passato è stata considerata meno grave. Uno studio ha esaminato come si evolve questa malattia nel tempo, per capire quali sono i rischi e cosa aspettarsi a lungo termine.

Che cos'è la cardiomiopatia apicale

La cardiomiopatia ipertrofica apicale è una forma di malattia del muscolo cardiaco che interessa la parte finale del cuore, chiamata apice. In passato era vista come una forma "benigna", cioè con pochi rischi, ma i dati a lungo termine erano limitati.

Lo studio e i pazienti coinvolti

Lo studio ha confrontato 193 pazienti con questa malattia, di cui il 62% uomini, con persone senza questa condizione, abbinate per età e sesso. L'età media dei pazienti era di 58 anni.

  • Il 22% aveva una storia familiare di questa malattia o di morte improvvisa per problemi cardiaci.
  • Il 11% aveva anche malattia delle arterie coronarie, cioè problemi ai vasi sanguigni del cuore.

Alcuni pazienti presentavano particolari alterazioni nella parte apicale del cuore, come:

  • una piccola sacca chiamata "pouch" (29 pazienti);
  • un aneurisma, cioè un rigonfiamento anomalo (6 pazienti);
  • una dilatazione con ridotto movimento della parete (23 pazienti).

Risultati dopo il follow-up

I pazienti sono stati seguiti per una media di circa 6 anni e mezzo (78 mesi). Durante questo periodo:

  • Il 29% dei pazienti è deceduto, con un'età media alla morte di 72 anni.
  • Le donne hanno avuto più spesso problemi come insufficienza cardiaca (quando il cuore fatica a pompare il sangue), fibrillazione atriale (un tipo di battito cardiaco irregolare) e mortalità rispetto agli uomini.
  • La sopravvivenza a 20 anni era del 47%, inferiore al 60% atteso nella popolazione generale.
  • Eventi gravi come morte cardiaca improvvisa, arresto cardiaco con rianimazione o interventi con defibrillatore sono avvenuti nel 6% dei pazienti.

Fattori che influenzano la prognosi

Lo studio ha identificato alcuni elementi legati a un rischio maggiore di ridotta sopravvivenza:

  • Età più avanzata al momento della diagnosi.
  • Sesso femminile.
  • Presenza di fibrillazione atriale.

In conclusione

La cardiomiopatia apicale non è sempre una malattia "benigna". In questa popolazione, è associata a un aumento del rischio di morte, soprattutto nelle donne. È importante quindi monitorare attentamente i pazienti con questa condizione per riconoscere e gestire eventuali complicazioni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Valente

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