Che cosa è stato studiato
I ricercatori hanno confrontato due gruppi di pazienti con insufficienza cardiaca acuta durante il ricovero ospedaliero:
- Un gruppo ha seguito una dieta con restrizione severa di liquidi (massimo 800 ml al giorno) e sodio (massimo 800 mg al giorno).
- L'altro gruppo ha seguito una dieta senza queste restrizioni.
Lo scopo era osservare la perdita di peso, la stabilità clinica, la sensazione di sete e il tasso di riammissione in ospedale entro 30 giorni.
Chi ha partecipato allo studio
Lo studio ha coinvolto 75 adulti con insufficienza cardiaca acuta e ridotta capacità del cuore di pompare il sangue (disfunzione sistolica). La maggior parte erano uomini, con una media della funzione cardiaca ridotta (frazione di eiezione del ventricolo sinistro al 26%). La causa più comune era la cardiopatia ischemica.
I risultati principali
- La perdita di peso dopo 3 giorni è stata simile in entrambi i gruppi, senza differenze significative.
- La stabilità clinica, valutata con un punteggio specifico, non è cambiata in modo significativo tra i gruppi.
- I pazienti con restrizioni hanno riportato una sensazione di sete più intensa rispetto a quelli senza restrizioni.
- Non ci sono state differenze importanti nel numero di pazienti che sono stati nuovamente ricoverati entro 30 giorni.
In conclusione
Limitare in modo molto rigido l'assunzione di liquidi e sale nei pazienti ricoverati per insufficienza cardiaca acuta non sembra migliorare la perdita di peso o la condizione clinica nel breve termine. Inoltre, questa pratica può aumentare il disagio legato alla sete. Questi risultati suggeriscono che la restrizione severa potrebbe non essere necessaria in questi casi.