Che cos'è il difetto interatriale ostium secundum (DIOS)?
Il DIOS è un'apertura anomala tra le due camere superiori del cuore, chiamate atri. Questa apertura può causare problemi al cuore e alla circolazione del sangue, quindi spesso è necessario chiuderla.
Le due tecniche di chiusura
- Chiusura chirurgica: un intervento tradizionale che richiede un'operazione al cuore.
- Chiusura transcatetere: una procedura meno invasiva in cui un dispositivo viene inserito nel cuore attraverso un tubo sottile (catetere) senza aprire il torace.
Lo studio e i suoi obiettivi
Un gruppo di ricercatori ha esaminato i dati di 718 adulti (tra 18 e 75 anni) che hanno subito la chiusura del DIOS in Québec tra il 1988 e il 2005. Di questi, 383 hanno avuto la chiusura chirurgica e 335 quella transcatetere.
Lo studio ha valutato due risultati principali a 5 anni dall'intervento:
- Reintervento a lungo termine: necessità di un nuovo intervento per problemi legati alla chiusura.
- Mortalità per qualsiasi causa: numero di persone decedute per qualsiasi motivo.
Inoltre, sono stati valutati alcuni risultati a breve termine (entro 1 anno), come:
- Insufficienza cardiaca congestizia (quando il cuore fatica a pompare abbastanza sangue)
- Ictus o attacco ischemico transitorio (problemi di circolazione nel cervello)
- Utilizzo dei servizi sanitari
Risultati principali
- Il tasso di reintervento a lungo termine era più alto nei pazienti trattati con la procedura transcatetere: il 7,9% ha avuto bisogno di un nuovo intervento entro 5 anni, rispetto allo 0,3% di quelli operati chirurgicamente.
- La maggior parte dei reinterventi nel gruppo transcatetere è avvenuta entro il primo anno dopo la procedura.
- La mortalità a lungo termine era simile tra i due gruppi: 5,3% per la procedura transcatetere e 6,3% per la chirurgia, senza differenze significative.
- I risultati a breve termine, come insufficienza cardiaca e ictus, erano simili in entrambi i gruppi.
In conclusione
La chiusura del difetto interatriale ostium secundum con la tecnica transcatetere è associata a un rischio più alto di dover ripetere l'intervento nel tempo, soprattutto nel primo anno. Tuttavia, la probabilità di sopravvivere a lungo termine è simile rispetto alla chiusura chirurgica. Entrambe le tecniche mostrano risultati simili per quanto riguarda altri problemi cardiaci o neurologici nel breve periodo.