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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/07/2013 Lettura: ~2 min

Chiusura del difetto interatriale ostium secundum: confronto tra procedura transcatetere e chirurgia

Fonte
JACC Cardiovasc Interv. 2013;6 (5):497-503.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La chiusura del difetto interatriale ostium secundum (DIOS) è una procedura importante per correggere un problema cardiaco comune. Esistono due modi principali per farlo: con un intervento chirurgico o con una tecnica meno invasiva chiamata chiusura transcatetere. Questo testo spiega i risultati di uno studio che ha confrontato i due metodi, per aiutare a capire cosa aspettarsi a lungo termine.

Che cos'è il difetto interatriale ostium secundum (DIOS)?

Il DIOS è un'apertura anomala tra le due camere superiori del cuore, chiamate atri. Questa apertura può causare problemi al cuore e alla circolazione del sangue, quindi spesso è necessario chiuderla.

Le due tecniche di chiusura

  • Chiusura chirurgica: un intervento tradizionale che richiede un'operazione al cuore.
  • Chiusura transcatetere: una procedura meno invasiva in cui un dispositivo viene inserito nel cuore attraverso un tubo sottile (catetere) senza aprire il torace.

Lo studio e i suoi obiettivi

Un gruppo di ricercatori ha esaminato i dati di 718 adulti (tra 18 e 75 anni) che hanno subito la chiusura del DIOS in Québec tra il 1988 e il 2005. Di questi, 383 hanno avuto la chiusura chirurgica e 335 quella transcatetere.

Lo studio ha valutato due risultati principali a 5 anni dall'intervento:

  • Reintervento a lungo termine: necessità di un nuovo intervento per problemi legati alla chiusura.
  • Mortalità per qualsiasi causa: numero di persone decedute per qualsiasi motivo.

Inoltre, sono stati valutati alcuni risultati a breve termine (entro 1 anno), come:

  • Insufficienza cardiaca congestizia (quando il cuore fatica a pompare abbastanza sangue)
  • Ictus o attacco ischemico transitorio (problemi di circolazione nel cervello)
  • Utilizzo dei servizi sanitari

Risultati principali

  • Il tasso di reintervento a lungo termine era più alto nei pazienti trattati con la procedura transcatetere: il 7,9% ha avuto bisogno di un nuovo intervento entro 5 anni, rispetto allo 0,3% di quelli operati chirurgicamente.
  • La maggior parte dei reinterventi nel gruppo transcatetere è avvenuta entro il primo anno dopo la procedura.
  • La mortalità a lungo termine era simile tra i due gruppi: 5,3% per la procedura transcatetere e 6,3% per la chirurgia, senza differenze significative.
  • I risultati a breve termine, come insufficienza cardiaca e ictus, erano simili in entrambi i gruppi.

In conclusione

La chiusura del difetto interatriale ostium secundum con la tecnica transcatetere è associata a un rischio più alto di dover ripetere l'intervento nel tempo, soprattutto nel primo anno. Tuttavia, la probabilità di sopravvivere a lungo termine è simile rispetto alla chiusura chirurgica. Entrambe le tecniche mostrano risultati simili per quanto riguarda altri problemi cardiaci o neurologici nel breve periodo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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