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Articolo per pazienti Pubblicato: 22/07/2013 Lettura: ~3 min

Aggiornamenti sulla terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT)

Fonte
Gianluca Zingarini, S. C. di Cardiologia, Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Gianluca Zingarini Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

La terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT) è un trattamento importante per alcune persone con scompenso cardiaco. Questo testo spiega in modo semplice come funziona la CRT, chi può beneficiarne e quali aspetti sono ancora oggetto di studio. L'obiettivo è fornire informazioni chiare e rassicuranti su questa terapia.

Che cos'è lo scompenso cardiaco e la dissincronia cardiaca

Lo scompenso cardiaco è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficace. È molto comune, soprattutto nelle persone sopra i 60 anni, e può causare sintomi come affaticamento e difficoltà a respirare. Purtroppo, la prognosi può essere seria, con un rischio elevato di morte entro 5 anni dalla diagnosi.

Una delle cause che peggiora lo scompenso è la dissincronia cardiaca, cioè un ritardo nella contrazione delle diverse parti del cuore. Questo ritardo può danneggiare ulteriormente la funzione del cuore e peggiorare i sintomi.

Come funziona la terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT)

La CRT utilizza un dispositivo impiantabile, simile a un pacemaker, che stimola elettricamente entrambi i ventricoli del cuore per farli contrarre in modo coordinato. Questo aiuta a migliorare la funzione cardiaca e può ridurre i sintomi dello scompenso.

Gli studi hanno dimostrato che la CRT può:

  • migliorare la sopravvivenza dei pazienti con scompenso moderato-grave;
  • ridurre le ospedalizzazioni;
  • migliorare la qualità della vita e la capacità di fare esercizio;
  • favorire un "rimodellamento inverso" del cuore, cioè una riduzione delle dimensioni anomale del ventricolo sinistro;
  • migliorare la funzione diastolica e sistolica, cioè la capacità del cuore di riempirsi e di pompare il sangue.

Chi può beneficiare della CRT secondo le linee guida

Le linee guida europee indicano che la CRT è raccomandata per pazienti con:

  • scompenso cardiaco di grado moderato o grave (classi funzionali NYHA III-IV);
  • ritmo cardiaco normale (ritmo sinusale);
  • durata del complesso QRS (un parametro dell’elettrocardiogramma) di almeno 120 millisecondi, con particolare attenzione al blocco di branca sinistra;
  • frazione di eiezione (una misura della funzione del cuore) pari o inferiore al 35%;
  • aspettativa di vita di almeno un anno in buone condizioni funzionali.

Per pazienti con caratteristiche leggermente diverse, come una durata del QRS più lunga o scompenso lieve (classe NYHA II), la CRT può essere considerata ma con indicazioni meno forti.

La CRT è spesso combinata con un defibrillatore impiantabile (CRT-D) per proteggere da aritmie pericolose.

Considerazioni particolari nei pazienti con fibrillazione atriale

Nei pazienti che hanno fibrillazione atriale (un tipo di aritmia), le evidenze sull'efficacia della CRT sono meno chiare. In questi casi, spesso si utilizza una procedura chiamata "ablate and pace", che consiste nell’interrompere la conduzione elettrica naturale e impiantare un pacemaker convenzionale.

Tuttavia, questa stimolazione può causare dissincronia e peggiorare la funzione cardiaca. Per questo, in alcuni pazienti con fibrillazione atriale e scompenso grave, la CRT può essere utile anche dopo questa procedura.

Il problema dei "non responders"

Circa il 25-30% dei pazienti che ricevono la CRT non mostra un miglioramento significativo. Le ragioni possono essere molte e riguardano:

  • la selezione del paziente prima dell’impianto;
  • la tecnica e il posizionamento del dispositivo;
  • la programmazione personalizzata del dispositivo;
  • la gestione continua durante il follow-up, compreso il controllo di eventuali aritmie.

Per questo motivo è importante valutare attentamente ogni paziente, non basandosi solo sulla presenza di dissincronia cardiaca, ma considerando anche altri fattori individuali.

In conclusione

La terapia di resincronizzazione cardiaca è un trattamento efficace per molte persone con scompenso cardiaco, ma non tutti ne traggono beneficio. La decisione di utilizzare la CRT deve basarsi su una valutazione completa e attenta del paziente, considerando sia i potenziali vantaggi sia i possibili rischi e costi. La ricerca continua a migliorare la selezione dei pazienti e le tecniche per aumentare il successo di questa terapia.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gianluca Zingarini

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