Che cosa è stato studiato
Lo studio ha analizzato 725 persone con fibrillazione atriale, con un'età media di 73 anni e quasi metà donne. Questi pazienti sono stati seguiti per 10 anni per vedere quanti sviluppavano scompenso cardiaco, cioè una condizione in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficace.
Risultati principali
- Il tasso di scompenso cardiaco era leggermente più alto nelle donne (4,30 eventi ogni 100 anni-persona) rispetto agli uomini (3,34 eventi ogni 100 anni-persona).
- Alcuni fattori erano collegati a un rischio maggiore di scompenso cardiaco, tra cui:
- età avanzata,
- indice di massa corporea (rapporto tra peso e altezza),
- ipertrofia ventricolare sinistra all'elettrocardiogramma (cioè un ingrossamento del muscolo del cuore),
- diabete,
- soffio importante al cuore,
- precedente infarto del miocardio (attacco di cuore).
- Questi fattori sono stati usati per creare un algoritmo, cioè un metodo per stimare il rischio individuale di sviluppare scompenso cardiaco.
- Applicando questo algoritmo, si è visto che quasi la metà degli eventi di scompenso si verificava nelle persone con il rischio più alto (terzile superiore), mentre solo una piccola parte si verificava in quelle con rischio basso (terzile inferiore).
- Le donne avevano una tendenza a sviluppare scompenso cardiaco con frazione di eiezione preservata (una forma di scompenso in cui la capacità di pompaggio del cuore sembra conservata) più frequentemente rispetto agli uomini, anche se questa differenza non era statisticamente significativa.
In conclusione
Lo studio ha identificato diversi fattori che aumentano il rischio di scompenso cardiaco in persone con fibrillazione atriale. Grazie a un algoritmo basato su questi fattori, è possibile stimare il rischio individuale e identificare chi è più a rischio di sviluppare questa condizione nel tempo.