Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 6.505 pazienti con insufficienza cardiaca stabile e battito cardiaco superiore a 70 battiti al minuto. I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto ivabradina (un farmaco che rallenta il battito cardiaco), l'altro un placebo (una sostanza senza effetto attivo).
Chi erano i pazienti con BPCO
Tra questi pazienti, 730 avevano anche BPCO, una malattia polmonare che rende difficile respirare. Questi pazienti erano in media più anziani e avevano un rischio più basso di complicazioni rispetto a quelli senza BPCO.
Trattamenti associati
I beta bloccanti, un altro tipo di farmaco per il cuore, erano usati dal 69% dei pazienti con BPCO e dal 92% di quelli senza BPCO. Nei pazienti con BPCO venivano usati dosaggi più bassi di questi farmaci.
Risultati principali dello studio
- Il risultato principale considerato era un insieme di eventi gravi: morte per problemi cardiaci e ricovero in ospedale per peggioramento dell'insufficienza cardiaca.
- Questi eventi erano più frequenti nei pazienti con BPCO rispetto a quelli senza BPCO.
- Il trattamento con ivabradina ha ridotto questi eventi in modo simile in entrambi i gruppi, con percentuali di riduzione che variavano tra il 14% e il 27% a seconda dell'evento.
Sicurezza e effetti collaterali
- Gli effetti collaterali sono stati più comuni nei pazienti con BPCO, specialmente in quelli che hanno ricevuto il placebo.
- Il numero di effetti collaterali è stato simile tra chi ha preso ivabradina e chi il placebo, sia nei pazienti con che senza BPCO.
- Un rallentamento del battito cardiaco, chiamato bradicardia, è stato più frequente con ivabradina, ma si è verificato in modo simile nei pazienti con o senza BPCO.
In conclusione
Ivabradina si è dimostrata efficace nel ridurre gli eventi gravi legati all'insufficienza cardiaca sia nei pazienti con che senza BPCO. Inoltre, il farmaco è risultato sicuro e ben tollerato in entrambi i gruppi, con effetti collaterali gestibili e simili tra loro.