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Articolo per pazienti Pubblicato: 24/09/2013 Lettura: ~3 min

L’ipertensione resistente

Fonte
Studio REACH: uno studio internazionale che ha analizzato oltre 53.000 pazienti ipertesi, trovando che il 12,7% aveva ipertensione resistente, con un rischio maggiore di eventi cardiovascolari nel tempo.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Stefano Taddei Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1124 Sezione: 35

Introduzione

L’ipertensione resistente è una forma di pressione alta che non si abbassa nonostante l’uso di più farmaci e cambiamenti nello stile di vita. È importante riconoscerla perché può aumentare il rischio di problemi al cuore e ad altri organi. Questo testo spiega cosa significa, come si identifica e quali sono le possibili cause e trattamenti.

Che cos’è l’ipertensione resistente?

L’ipertensione resistente si verifica quando la pressione arteriosa rimane alta nonostante l’assunzione di almeno tre farmaci per la pressione, compreso un diuretico, e l’adozione di uno stile di vita sano. Questo significa che, anche con un trattamento adeguato, la pressione non scende sotto i valori raccomandati.

È importante distinguere l’ipertensione resistente dall’ipertensione non controllata, che è più comune ma può avere cause diverse.

Quanto è diffusa?

  • Circa il 12,7% delle persone con ipertensione trattata presenta ipertensione resistente, secondo uno studio internazionale chiamato REACH.
  • In ambulatori specialistici, questa percentuale può arrivare fino al 19,4%.

Chi colpisce?

I pazienti con ipertensione resistente sono spesso persone anziane con alcune caratteristiche particolari, come:

  • pressione sistolica alta isolata (cioè alta solo nella fase di contrazione del cuore);
  • problemi ai reni;
  • obesità;
  • danno a organi importanti causato dalla pressione alta.

Perché è importante riconoscerla?

Chi ha ipertensione resistente ha un rischio maggiore di eventi gravi come infarto, ictus e morte per problemi cardiovascolari. Per questo è fondamentale identificarla e gestirla bene.

Come si fa la diagnosi?

Prima di tutto, bisogna escludere alcune situazioni che possono far sembrare la pressione alta più difficile da controllare, come:

  • misurazioni della pressione non corrette;
  • "ipertensione da camice bianco" (pressione alta solo in ambulatorio);
  • scarsa adesione ai farmaci prescritti;
  • terapie non adeguate o dosaggi sbagliati.

Ad esempio, in circa un terzo dei casi, la pressione alta rilevata in ambulatorio non si conferma con il monitoraggio continuo durante il giorno.

Cause possibili

Tra le cause più frequenti di ipertensione resistente ci sono alcune condizioni chiamate ipertensioni secondarie, cioè dovute a problemi specifici come:

  • iperaldosteronismo primitivo: un disturbo che fa produrre troppo un ormone che aumenta la pressione;
  • apnee ostruttive del sonno: pause nella respirazione durante il sonno che influenzano la pressione.

Individuare e trattare queste cause può aiutare a migliorare il controllo della pressione.

Come si tratta?

Se non si trova una causa secondaria o se il trattamento di questa non funziona, è importante seguire attentamente il paziente per ottimizzare i farmaci, usando dosi corrette e combinazioni efficaci.

Per chi non tollera i farmaci o ha difficoltà a seguire terapie complesse, ci sono nuove opzioni come:

  • denervazione renale: una procedura che agisce sui nervi dei reni per abbassare la pressione;
  • stimolazione barocettoriale carotidea: una tecnica che aiuta a regolare la pressione tramite segnali nervosi.

In conclusione

L’ipertensione resistente è una forma di pressione alta difficile da controllare, che richiede un’attenta valutazione per escludere cause nascoste e ottimizzare il trattamento. Riconoscerla è importante perché aumenta il rischio di problemi al cuore e ad altri organi. Nuove terapie stanno offrendo speranze anche per chi non risponde ai trattamenti tradizionali.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Stefano Taddei

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