Che cos'è l'ipertensione resistente
L'ipertensione resistente si verifica quando la pressione del sangue rimane alta nonostante l'assunzione di almeno tre farmaci diversi per la pressione, tra cui un diuretico, e l'adozione di uno stile di vita sano. In particolare, la pressione sistolica resta sopra 140 mmHg e la diastolica sopra 90 mmHg.
Questa condizione interessa circa il 10% delle persone con ipertensione e comporta un rischio maggiore di problemi cardiovascolari e renali.
Cause dell'ipertensione resistente
L'ipertensione resistente può essere vera o apparente. A volte sembra resistente perché il paziente non segue correttamente le terapie prescritte, una situazione chiamata pseudo-ipertensione resistente.
Altre cause possono includere:
- Misurazioni della pressione non corrette, ad esempio con bracciali non adatti o in presenza di arterie molto rigide, soprattutto negli anziani.
- Fattori legati allo stile di vita, come obesità, consumo eccessivo di alcol, troppo sale nella dieta.
- Uso prolungato di farmaci o sostanze che aumentano la pressione o trattengono sodio.
- Apnee notturne, che causano mancanza di ossigeno e stimolano la pressione alta.
- Ipotesi di ipertensione secondaria, cioè causata da altre malattie non ancora diagnosticate.
- Danni avanzati agli organi, come reni o arterie, che rendono difficile il controllo della pressione.
Come si fa la diagnosi
Per capire se si tratta di ipertensione resistente, il medico valuta attentamente la storia del paziente, lo stile di vita e le abitudini. Vengono fatti esami fisici e analisi del sangue per controllare la funzione renale, il metabolismo e la presenza di danni agli organi.
Si controlla anche la pressione per 24 ore con un apparecchio speciale (ABPM) per escludere misurazioni errate o forme apparenti di ipertensione resistente.
Valutare se il paziente prende regolarmente i farmaci è importante ma può essere difficile, perché a volte le informazioni fornite non sono precise.
In alcuni casi, sotto stretto controllo medico, si può sospendere e poi riprendere la terapia per capire quali farmaci funzionano meglio.
Trattamenti farmacologici
Spesso per controllare l'ipertensione resistente è necessario assumere più di tre farmaci. Alcuni farmaci utili sono:
- Antagonisti del recettore dei mineralcorticoidi, come spironolattone o eplerenone, che aiutano a ridurre l'effetto dell'aldosterone, un ormone che può aumentare la pressione.
- Alpha-1 bloccanti come la doxazosina.
- Incremento della dose dei diuretici o cambio con diuretici più efficaci in caso di problemi renali.
- Altri farmaci con azioni diverse possono essere aggiunti per migliorare il controllo della pressione.
Alcuni nuovi farmaci sono ancora in fase di studio e non sono ancora disponibili per l'uso comune.
Denervazione renale: un trattamento innovativo
La denervazione renale è una procedura che mira a ridurre la pressione alta distruggendo alcune fibre nervose intorno alle arterie renali. Questo avviene inserendo un catetere attraverso un'arteria nella gamba fino alle arterie dei reni e usando energia a radiofrequenza.
Il motivo di questo trattamento si basa sul fatto che il sistema nervoso simpatico può aumentare la pressione attraverso i reni. Eliminando parte di questa stimolazione nervosa, si può ridurre la pressione sanguigna.
Gli studi mostrano che questa procedura può abbassare la pressione per almeno un anno, e in alcuni casi anche più a lungo. Inoltre, può migliorare la salute del cuore e dei reni e la tolleranza al glucosio.
Gli effetti collaterali sono generalmente legati alla procedura stessa, come ematomi o lesioni vascolari, ma non sono stati trovati danni a lungo termine ai reni.
Questa tecnica è promettente, ma servono ancora studi per confermare la sua sicurezza e efficacia nel tempo e per capire quali pazienti possono trarne più beneficio.
In conclusione
L'ipertensione resistente è una forma difficile da trattare di pressione alta che richiede un'attenta valutazione e un approccio personalizzato. Le cause possono essere molteplici, dal mancato rispetto delle terapie a problemi medici più complessi.
Oltre ai farmaci, nuove tecniche come la denervazione renale offrono speranze per migliorare il controllo della pressione in questi pazienti, ma sono necessari ulteriori studi per confermarne l'efficacia e la sicurezza a lungo termine.