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Articolo per pazienti Pubblicato: 24/09/2013 Lettura: ~4 min

Denervazione renale: il ruolo del Nefrologo

Fonte
Simone Vettoretti, U.O. Nefrologia, dialisi e trapianto renale, Fondazione IRCCS Ca’ Granda, Ospedale Maggiore, Policlinico di Milano

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Simone Vettoretti Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1122 Sezione: 35

Introduzione

La denervazione renale è una procedura innovativa che può aiutare a controllare l'ipertensione resistente, una forma di pressione alta difficile da trattare con i farmaci. In questo testo spieghiamo in modo semplice come funziona questa tecnica, quali sono i suoi benefici e i possibili rischi, con particolare attenzione alla sicurezza per i reni.

Che cos'è l'ipertensione resistente

L'ipertensione resistente riguarda persone con pressione sanguigna alta che rimane sopra i 140/90 mmHg anche assumendo tre diversi tipi di medicine, tra cui un diuretico, al dosaggio massimo tollerato.

Il ruolo del sistema nervoso ortosimpatico

Studi su animali e persone mostrano che in chi ha ipertensione resistente c'è un'eccessiva attività di un sistema nervoso chiamato ortosimpatico, che influisce sui reni. In particolare, le fibre nervose che passano nelle arterie renali sono troppo attive, causando:

  • Costrizione dei piccoli vasi sanguigni nei reni (vasocostrizione)
  • Attivazione di sistemi che aumentano la pressione (come il sistema renina-angiotensina-aldosterone)
  • Ritenzione di acqua e sale
  • Aumento della pressione in tutto il corpo

Questo crea un circolo vizioso che mantiene alta la pressione sanguigna.

Come funziona la denervazione renale

La denervazione renale è una procedura che usa un catetere inserito nelle arterie renali per inviare onde a radiofrequenza. Queste onde danneggiano selettivamente le fibre nervose ortosimpatiche, riducendo la loro attività.

Questo porta a una diminuzione significativa della pressione arteriosa:

  • Oltre 20 mmHg in meno per la pressione sistolica (il numero più alto)
  • Circa 10-15 mmHg in meno per la pressione diastolica (il numero più basso)

Circa l'80% delle persone trattate vede una riduzione della pressione, e il 20% raggiunge valori normali.

Effetti aggiuntivi della denervazione

Poiché il sistema nervoso ortosimpatico è coinvolto anche nel metabolismo, la denervazione può migliorare la resistenza all'insulina e il controllo dello zucchero nel sangue.

Sicurezza e rischi della procedura

La sicurezza della denervazione è stata studiata in meno di mille pazienti con un follow-up medio di 6 mesi. I risultati mostrano che la procedura è generalmente sicura, con pochi effetti collaterali:

  • Complicanze minori nel 3% dei casi, come ematomi o piccoli problemi nel punto di inserzione del catetere
  • Un solo caso di lesione all'arteria renale risolto senza problemi
  • Nessun caso di embolia (blocco di vasi sanguigni)
  • Due casi di restringimento significativo delle arterie renali, probabilmente non causati dalla procedura

La funzione renale non sembra peggiorare né subito dopo né nei mesi successivi alla procedura, anche in pazienti con una funzione renale già ridotta (eGFR inferiore a 40 ml/min), anche se i dati sono limitati.

Effetti sulla circolazione renale

La denervazione può migliorare il flusso di sangue nei reni e ridurre la resistenza nei piccoli vasi renali, favorendo una migliore circolazione interna.

Possibili usi futuri

Uno studio pilota su pazienti con insufficienza cardiaca ha mostrato che la denervazione può permettere di usare meno diuretici senza peggiorare la funzione renale o la ritenzione di liquidi. Questo apre la strada a possibili nuovi usi della procedura in persone con problemi cardiaci e renali.

Considerazioni speciali

La denervazione è stata anche tentata in pazienti in emodialisi o con trapianto renale, senza effetti collaterali importanti, ma con risultati variabili sul controllo della pressione.

Il successo della procedura può dipendere dal flusso di sangue nelle arterie renali: un flusso troppo basso può ridurre l'efficacia del trattamento.

Indicazioni attuali e raccomandazioni

  • La procedura è consigliata solo in pazienti con una funzione renale non troppo compromessa (eGFR superiore a 40 ml/min)
  • Prima di eseguire la denervazione è importante fare uno studio radiologico accurato delle arterie renali per assicurarsi che siano adatte (dimensioni sufficienti e senza restringimenti o calcificazioni significative)
  • I nefrologi devono collaborare con cardiologi e radiologi interventisti per selezionare i pazienti e seguire il loro percorso dopo la procedura

In conclusione

La denervazione renale è una procedura promettente per trattare l'ipertensione resistente, agendo sul sistema nervoso che regola la pressione e la funzione renale. È generalmente sicura e può migliorare la pressione arteriosa e alcuni aspetti metabolici. Tuttavia, richiede una valutazione attenta e un monitoraggio da parte di un team medico specializzato, soprattutto per proteggere la salute dei reni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Simone Vettoretti

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