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Articolo per pazienti Pubblicato: 30/09/2013 Lettura: ~3 min

Una cefalea sospetta

Fonte
Fabrizio Ammirati, UOC Cardiologia, Ospedale GB Grassi, Policlinico L. Di Liegro - ASL Roma D

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Ammirati Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1117 Sezione: 34

Introduzione

Questo testo racconta la storia di una signora di 72 anni con problemi cardiaci che ha sviluppato un mal di testa durante una terapia farmacologica. È importante capire bene tutte le informazioni mediche e i farmaci assunti per valutare correttamente la situazione e garantire la sicurezza del paziente.

Il caso di Anna

Anna ha 72 anni e soffre di fibrillazione atriale parossistica, un disturbo del ritmo cardiaco che si manifesta a episodi. Questo è stato confermato con un esame chiamato Holter ECG, che registra l'attività del cuore per 24 ore.

Altri esami mostrano che il suo cuore ha una lieve alterazione nella fase di rilassamento (disfunzione diastolica) e un leggero ispessimento del muscolo del ventricolo sinistro, la parte principale del cuore che pompa il sangue. Le dimensioni delle camere del cuore sono al limite superiore della norma. Anna ha anche pressione alta, per cui assume farmaci per controllarla.

La terapia e i controlli

  • Anna prende diversi farmaci: telmisartan per la pressione, propafenone per il ritmo cardiaco e warfarin, un anticoagulante che aiuta a prevenire i coaguli.
  • Durante un controllo si è notato che il tempo in cui il warfarin era efficace (TTR) era inferiore al 50%, e l'Holter ha mostrato ancora episodi di fibrillazione atriale.
  • Per questo motivo, il medico ha aumentato la dose del propafenone e ha cambiato l'anticoagulante da warfarin a dabigatran, un farmaco più recente.

Comparsa della cefalea e approfondimenti

Una settimana dopo, Anna ha riferito un mal di testa che è comparso insieme all'assunzione del nuovo anticoagulante. Anche se non aveva altri sintomi neurologici, il medico ha deciso di fare una TAC cerebrale per escludere un possibile sanguinamento nel cervello, un rischio importante con i farmaci anticoagulanti. La TAC è risultata normale.

Durante la visita, la pressione di Anna era molto alta (185/110 mmHg). Parlando più attentamente, Anna ha ammesso di aver interrotto da sola il farmaco per la pressione (telmisartan) durante l'estate perché si sentiva stanca e pensava che la pressione fosse troppo bassa. Non aveva però ripreso la terapia dopo l'estate.

Conclusioni mediche

Il mal di testa di Anna è stato quindi causato dalla pressione alta non controllata, dovuta alla sospensione del farmaco antipertensivo. Riprendendo il telmisartan, la pressione si è normalizzata e il mal di testa è scomparso.

Questo caso mostra quanto sia importante seguire attentamente le terapie prescritte e fare controlli regolari, soprattutto quando si usano farmaci come gli anticoagulanti che possono avere effetti collaterali importanti. Il medico deve valutare con attenzione ogni nuovo sintomo per capire se è legato al trattamento o ad altre cause.

In conclusione

Una cefalea in una persona che assume anticoagulanti può essere un segnale importante e deve essere valutata con attenzione. In questo caso, il mal di testa è stato causato da una pressione alta non controllata, dovuta alla sospensione del farmaco antipertensivo. Un controllo accurato e il rispetto delle terapie sono fondamentali per la sicurezza e il benessere del paziente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Ammirati

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