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Articolo per pazienti Pubblicato: 02/10/2013 Lettura: ~2 min

Utilità della RMN, dell'ECG e dell’ECO nel prevedere la risposta e la sopravvivenza dopo la terapia di risincronizzazione cardiaca

Fonte
The International Journal of Cardiovascular Imaging, agosto 2013, Volume 29, Numero 6, pagine 1303-1311.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Mara Piccoli Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1084 Sezione: 29

Introduzione

La terapia di risincronizzazione cardiaca (CRT) è un trattamento che può aiutare molte persone con problemi al cuore a migliorare i sintomi e vivere più a lungo. Tuttavia, non tutti rispondono allo stesso modo a questa terapia. Qui spieghiamo come alcuni esami medici possono aiutare a prevedere chi trarrà più beneficio dalla CRT.

Che cos'è la terapia di risincronizzazione cardiaca (CRT)

La CRT è un trattamento per persone con un cuore che non si contrae in modo coordinato, in particolare quando il ventricolo sinistro (la parte principale del cuore che pompa il sangue) funziona male.

Questa terapia può:

  • Ridurre i sintomi come la difficoltà a respirare (dispnea).
  • Diminuire le ospedalizzazioni.
  • Abbassare il rischio di morte.

Tuttavia, circa il 30% delle persone che ricevono la CRT non mostrano miglioramenti evidenti.

Come prevedere la risposta alla CRT

Per capire chi risponderà bene alla terapia, si usano diversi esami:

  • Elettrocardiogramma (ECG): registra l'attività elettrica del cuore.
  • Ecocardiogramma (ECO): usa gli ultrasuoni per vedere il cuore e come si muove.
  • Risonanza magnetica cardiaca (RMN o CMR): fornisce immagini dettagliate del cuore usando campi magnetici.

In uno studio con 46 pazienti, questi esami sono stati fatti prima dell'impianto della CRT. I pazienti sono stati poi divisi in due gruppi: quelli che hanno risposto bene alla terapia (responder) e quelli che non hanno risposto (non responder).

Cosa è stato osservato dopo 6 mesi

  • Meno difficoltà a respirare nei responder.
  • Livelli più bassi di una sostanza nel sangue chiamata N-pro-BNP, che indica meno stress sul cuore.
  • Miglioramento della forma e funzione del ventricolo sinistro.
  • Maggiore sopravvivenza senza necessità di trapianto cardiaco.

Importanza della RMN in alcuni pazienti

Per i pazienti con un particolare tipo di segnale elettrico del cuore (durata del QRS <150 ms e senza un blocco specifico chiamato blocco di branca sinistra), la RMN è stata particolarmente utile nel prevedere chi avrebbe beneficiato di più dalla CRT.

In questo gruppo, l'80% di chi era previsto come responder ha vissuto più a lungo senza bisogno di trapianto, rispetto al 20% dei non responder.

In conclusione

Gli esami ECG, ecocardiogramma e risonanza magnetica possono tutti aiutare a prevedere chi risponderà bene alla terapia di risincronizzazione cardiaca.

La risonanza magnetica è particolarmente utile per identificare i pazienti con segnali elettrici del cuore meno tipici, che di solito traggono meno beneficio dalla terapia, ma che potrebbero comunque migliorare.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Mara Piccoli

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