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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/10/2013 Lettura: ~2 min

Ruolo dell’uso routinario della FFR nell’interventistica coronarica percutanea

Fonte
Eur Heart J 2013; Oct 2: [Epub ahead of print].

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Antonio Rapacciuolo Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1047 Sezione: 24

Introduzione

La Fractional Flow Reserve (FFR) è una tecnica che aiuta i medici a capire se una stenosi, cioè un restringimento nelle arterie del cuore, può causare problemi di circolazione del sangue. Questo studio ha valutato come l’uso regolare della FFR influenzi i risultati clinici nei pazienti che si sottopongono a un intervento chiamato angioplastica percutanea, usata per aprire le arterie coronariche. I risultati mostrano che utilizzare la FFR in modo sistematico può portare a un trattamento più mirato e a migliori risultati per i pazienti.

Che cos’è la Fractional Flow Reserve (FFR)

La FFR è un esame che misura quanto una stenosi nelle arterie coronariche riduce il flusso di sangue al cuore. Serve a identificare quali restringimenti sono davvero pericolosi e possono causare ischemia, cioè una riduzione dell’apporto di ossigeno al muscolo cardiaco.

Come viene usata nella pratica clinica

In molti ospedali, la scelta di usare la FFR è diversa da medico a medico. Lo studio in questione ha analizzato cosa succede quando la FFR viene usata in modo routinario, cioè sempre, soprattutto per valutare stenosi di gravità intermedia.

Dettagli dello studio

  • Lo studio è stato condotto in un centro coreano tra il 2008 e il 2011.
  • L’uso della FFR è passato dall’1,9% al 50,7% dei casi.
  • 5.097 pazienti sono stati sottoposti a angioplastica percutanea (PCI), di cui 2.699 prima e 2.398 dopo l’uso routinario della FFR.
  • La FFR ha permesso di evitare l’impianto di stent in 475 pazienti, rinviando l’intervento quando non necessario.

Risultati principali

  • Il numero medio di lesioni per paziente è rimasto simile prima e dopo l’uso routinario della FFR.
  • Il numero medio di stent impiantati per paziente è diminuito da due a uno, riducendo così l’uso di dispositivi.
  • A un anno dall’intervento, i pazienti trattati con l’uso routinario della FFR hanno avuto meno eventi gravi come morte, infarto del miocardio o necessità di nuovi interventi.
  • La riduzione di questi eventi è legata soprattutto a meno infarti durante o subito dopo la procedura e a meno necessità di nuovi trattamenti.
  • Non ci sono state differenze significative nella mortalità tra i due gruppi.

Implicazioni dello studio

L’uso regolare della FFR aiuta a scegliere meglio quali lesioni trattare con l’angioplastica, evitando interventi inutili. Questo porta a un minor impiego di stent e a risultati clinici migliori per i pazienti.

Nonostante questi vantaggi, in molti paesi, come gli Stati Uniti, la FFR non viene ancora usata abitualmente, e c’è bisogno di aumentare la sua diffusione.

In conclusione

La Fractional Flow Reserve è uno strumento prezioso per valutare le stenosi coronariche. Il suo uso routinario durante l’angioplastica percutanea permette di ridurre il numero di stent impiantati e migliora gli esiti clinici, diminuendo complicazioni come l’infarto dopo l’intervento. Questi dati supportano l’adozione più ampia della FFR nella pratica clinica quotidiana per il trattamento delle malattie coronariche stabili.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Antonio Rapacciuolo

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