Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 6.505 pazienti con scompenso cardiaco cronico. Questi pazienti sono stati divisi in quattro gruppi in base all'età:
- meno di 53 anni
- da 53 a meno di 60 anni
- da 60 a meno di 69 anni
- 69 anni o più
Il confronto è stato fatto tra chi ha ricevuto ivabradina e chi un placebo, cioè una sostanza senza effetto attivo.
Risultati principali
- Riduzione del rischio di eventi cardiovascolari gravi: ivabradina ha ridotto il rischio di morte per problemi cardiaci o di ricovero per peggioramento dello scompenso in tutti i gruppi di età.
- La riduzione del rischio è stata più alta nei pazienti più giovani (38%) e comunque significativa anche nei più anziani (16%).
- Abbassamento della frequenza cardiaca: ivabradina ha ridotto la frequenza del battito cardiaco di circa 11 battiti al minuto in tutti i gruppi di età.
- Effetti collaterali: alcuni pazienti hanno avuto episodi di bradicardia (battito cardiaco troppo lento) o fosfeni (disturbi visivi temporanei), ma questi effetti si sono verificati con la stessa frequenza in tutti i gruppi di età.
Monitoraggio specifico
Un gruppo più piccolo di 602 pazienti ha utilizzato un dispositivo chiamato Holter per monitorare il cuore per 24 ore. In questo gruppo non sono stati osservati episodi di bradicardia grave o pause cardiache significative con ivabradina, in nessuna fascia di età.
In conclusione
L'ivabradina è un trattamento efficace per migliorare la salute del cuore nelle persone con scompenso cardiaco cronico, sia giovani che anziani. Riduce il rischio di eventi gravi e abbassa la frequenza cardiaca in modo sicuro, con effetti collaterali simili indipendentemente dall'età.