Il caso del paziente
Si tratta di un uomo di 67 anni con diversi problemi di salute: sindrome metabolica (un insieme di condizioni che aumentano il rischio di malattie cardiache), colesterolo alto, obesità e ipertensione (pressione alta) da circa 5 anni. Nonostante assumesse più farmaci per abbassare la pressione, i valori rimanevano troppo alti.
Il paziente ha avuto un dolore al petto prolungato a riposo, accompagnato da una crisi ipertensiva molto grave (pressione 230/120 mmHg), che ha causato una dissezione dell’aorta ascendente. Questa è una situazione seria in cui la parete dell’aorta, la principale arteria del corpo, si lacera.
Intervento chirurgico d’urgenza
Il paziente è stato operato d’urgenza per sostituire la parte danneggiata dell’aorta con un tubo speciale che include una valvola. L’operazione è andata bene, anche se dopo l’intervento ha avuto un problema temporaneo ai reni (insufficienza renale acuta), che si è risolto.
Tuttavia, anche dopo l’operazione, la pressione sanguigna non si è normalizzata.
Valutazioni successive
Il paziente è stato quindi valutato più approfonditamente:
- L’elettrocardiogramma mostrava un ritmo cardiaco normale senza segni di problemi attivi al cuore.
- L’ecocardiogramma (un esame che usa gli ultrasuoni per vedere il cuore) mostrava una buona funzione del ventricolo sinistro (la parte principale del cuore che pompa il sangue) e uno spesso delle pareti del cuore, segno di adattamento all’ipertensione.
- Gli esami del sangue erano nella norma, con una buona funzione renale.
- La TAC con mezzo di contrasto delle arterie renali non mostrava ostruzioni o accumuli di grasso nei vasi.
- Il monitoraggio della pressione per 24 ore, nonostante la terapia con diversi farmaci, confermava valori ancora molto alti.
La procedura di denervazione renale
Per cercare di migliorare la situazione, si è deciso di eseguire una denervazione renale bilaterale. Si tratta di una procedura che usa un catetere speciale per inviare energia a radiofrequenza alle arterie renali, con l’obiettivo di ridurre l’attività nervosa che contribuisce all’ipertensione.
In questo caso è stato utilizzato un catetere con più elettrodi che permette di trattare le arterie senza doverlo spostare più volte, grazie a un sistema a "basket" che si adatta bene alla parete del vaso.
L’intervento è andato bene, senza complicazioni e senza danni ai reni.
I risultati
Un mese dopo la procedura, la pressione misurata in ambulatorio era scesa a valori più sicuri (150/80 mmHg). Il monitoraggio delle 24 ore mostrava una riduzione significativa della pressione sistolica (la pressione quando il cuore pompa) e diastolica (la pressione quando il cuore si rilassa).
Sei mesi dopo, la pressione era migliorata ulteriormente.
In conclusione
In questo caso, un paziente con ipertensione difficile da controllare e gravi complicazioni ha beneficiato di una procedura innovativa chiamata denervazione renale. Questo intervento ha contribuito a ridurre la pressione sanguigna in modo significativo, migliorando la sua situazione clinica. La scelta è stata fatta dopo attente valutazioni e ha portato a un risultato positivo senza complicazioni.