Che cosa è stato studiato
Lo studio ha analizzato i dati di quasi 2.000 pazienti con insufficienza cardiaca grave, che avevano una funzione del cuore ridotta (frazione di eiezione ≤ 40%). I livelli di magnesio nel sangue sono stati misurati entro 48 ore dal ricovero.
Come sono stati analizzati i dati
I livelli di magnesio sono stati considerati sia come valori continui sia divisi in quattro gruppi (quartili) dal più basso al più alto. Gli eventi principali osservati sono stati:
- la morte per qualsiasi causa,
- la morte per problemi cardiaci o la necessità di un nuovo ricovero per insufficienza cardiaca.
Questi eventi sono stati studiati usando modelli statistici che tengono conto di diversi fattori.
Risultati principali
- Il livello medio di magnesio era di circa 2,1 mg/dl.
- I pazienti con livelli più alti di magnesio tendevano ad essere più anziani, per lo più uomini, con frequenza cardiaca e pressione arteriosa più basse.
- Questi pazienti avevano anche più spesso problemi cardiaci di origine ischemica (legati a ridotto flusso di sangue al cuore) e valori più alti di creatinina (indicatore della funzione renale) e BNP (un marcatore di stress cardiaco).
- Durante un periodo di quasi 10 mesi, un aumento di 1 mg/dl di magnesio era inizialmente associato a un rischio maggiore di morte e di eventi cardiaci.
Importanza dei risultati dopo aggiustamenti
Quando i ricercatori hanno considerato altri fattori che possono influenzare la salute (come età, altri problemi medici e valori di laboratorio), il livello di magnesio non è risultato un fattore indipendente in grado di prevedere la morte o gli eventi cardiaci.
In conclusione
Il livello di magnesio nel sangue nei pazienti con insufficienza cardiaca sembra essere collegato ad altri segni di malattia più grave. Tuttavia, da solo, il magnesio non è un indicatore affidabile per prevedere la sopravvivenza o il rischio di nuovi ricoveri dopo la dimissione.