Che cosa è stato studiato
I ricercatori hanno confrontato due tipi di trattamenti per la fibrillazione atriale in pazienti con pacemaker (PM):
- Controllo della frequenza cardiaca: si mira a mantenere il battito del cuore a una velocità stabile.
- Controllo del ritmo: si cerca di riportare il cuore a un ritmo normale.
Hanno analizzato dati di 4.060 pazienti, di cui 250 avevano un pacemaker.
Caratteristiche dei pazienti con pacemaker
- Erano più anziani (73 anni in media contro 69 anni).
- Avevano più spesso malattie del cuore, come la malattia coronarica e l'insufficienza cardiaca.
Risultati principali
- Nei pazienti con pacemaker, la mortalità (rischio di morte) era più alta in chi riceveva il trattamento per il controllo del ritmo rispetto a chi riceveva il controllo della frequenza.
- Questa mortalità era anche più alta rispetto ai pazienti senza pacemaker trattati con il controllo del ritmo.
- L'analisi ha mostrato che avere un pacemaker e ricevere il trattamento per il controllo del ritmo aumentava il rischio di morte di circa 2,6 volte.
- Anche la presenza di insufficienza cardiaca aumentava il rischio di mortalità.
Cosa significa
Nei pazienti con fibrillazione atriale e pacemaker, il trattamento mirato a mantenere un ritmo cardiaco normale potrebbe essere associato a un rischio maggiore di morte rispetto al trattamento che controlla solo la frequenza del battito.
Questo risultato suggerisce che la scelta del trattamento deve essere fatta con attenzione, considerando le caratteristiche specifiche di ogni paziente.
In conclusione
Lo studio indica che nei pazienti con pacemaker e fibrillazione atriale, il controllo della frequenza cardiaca può essere un approccio più sicuro rispetto al controllo del ritmo, poiché il secondo è associato a un aumento della mortalità. È importante valutare attentamente il tipo di terapia in base alla situazione individuale.