Che cosa è stato studiato
Lo studio ha valutato l'effetto dell'ottimizzazione di due tipi di farmaci, gli inibitori del sistema renina-angiotensina (RAS) e i beta bloccanti, in pazienti con insufficienza cardiaca di due tipi diversi:
- HFrEF: insufficienza cardiaca con ridotta frazione di eiezione del ventricolo sinistro (meno del 40%), cioè il cuore pompa meno sangue del normale.
- HFpEF: insufficienza cardiaca con frazione di eiezione normale o conservata (40% o più), cioè il cuore pompa abbastanza sangue ma ha difficoltà a rilassarsi.
Lo studio ha seguito 209 pazienti con HFrEF e 108 con HFpEF per 6 mesi dopo un ricovero per scompenso cardiaco.
Cosa significa ottimizzare la terapia
L'ottimizzazione ha riguardato l'aumento della dose di questi farmaci di almeno il 10% rispetto alla dose raccomandata come obiettivo. I pazienti sono stati divisi in due gruppi:
- Chi ha ricevuto un aumento di dose (terapia ottimizzata).
- Chi non ha avuto cambiamenti o aumenti di dose.
Risultati principali
Nei pazienti con HFrEF (scompenso sistolico):
- Chi ha avuto l'aumento della dose di RAS inibitori e beta bloccanti ha mostrato una riduzione significativa del rischio di morte e di nuovi ricoveri per scompenso.
- Dopo aver considerato altri fattori come età, battito cardiaco, pressione sanguigna, funzione renale e uso di altri farmaci, l'effetto protettivo è rimasto significativo per gli inibitori del sistema renina-angiotensina.
- L'effetto dei beta bloccanti, invece, non è risultato statisticamente significativo dopo questi aggiustamenti.
Nei pazienti con HFpEF (scompenso diastolico):
- Non è stato osservato alcun beneficio evidente dall'aumento della dose di questi farmaci.
Chi erano i pazienti con terapia ottimizzata
Questi pazienti erano in media più giovani, avevano una frequenza cardiaca più alta, una migliore funzione renale e più spesso assumevano un altro farmaco chiamato spironolattone.
In conclusione
L'aumento della dose di inibitori del sistema renina-angiotensina è associato a un miglioramento della sopravvivenza e a meno ricoveri nei pazienti con insufficienza cardiaca con ridotta capacità di pompa (HFrEF). Questo beneficio non è stato osservato nei pazienti con insufficienza cardiaca con capacità di pompa conservata (HFpEF). L'effetto dei beta bloccanti è meno chiaro dopo aver considerato altri fattori.