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Articolo per pazienti Pubblicato: 15/12/2013 Lettura: ~2 min

Bisoprololo e atenololo nel controllo della pressione arteriosa centrale e dell’attività nervosa

Fonte
PLoS One. 2013;8(9):e72102.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Prof. Claudio Ferri Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 940 Sezione: 17

Introduzione

Questo testo spiega come due farmaci chiamati bisoprololo e atenololo, usati per abbassare la pressione del sangue, agiscono in modo diverso su alcune parti importanti del sistema cardiovascolare. L'obiettivo è capire quale dei due è più efficace nel migliorare la salute del cuore e dei vasi sanguigni.

Che cosa sono bisoprololo e atenololo

Bisoprololo e atenololo appartengono a una classe di farmaci chiamati β-bloccanti. Questi farmaci aiutano a ridurre la pressione del sangue e influenzano il sistema nervoso autonomo, che controlla funzioni automatiche come il battito cardiaco.

Lo studio e cosa ha valutato

Un gruppo di 109 persone con pressione alta, che non avevano mai preso farmaci per questo problema, ha partecipato a uno studio durato 6 settimane. Alcuni hanno preso bisoprololo (5 mg al giorno) e altri atenololo (50 mg al giorno).

Durante lo studio sono stati misurati:

  • Attività del sistema nervoso autonomo (SNA), che regola il cuore e i vasi sanguigni.
  • Sensibilità barorecettoriale (BRS), che aiuta a mantenere stabile la pressione.
  • Variabilità della frequenza cardiaca (HRV), che indica la salute del cuore.
  • Pressione arteriosa centrale (CAP), cioè la pressione nelle arterie più vicine al cuore, importante per valutare il rischio cardiovascolare.
  • Parametri come l’augmentation index (AIxatHR75), che riflettono la rigidità delle arterie.

Risultati principali

Entrambi i farmaci hanno abbassato in modo simile la pressione misurata al braccio (pressione brachiale).

Tuttavia, il bisoprololo ha mostrato risultati migliori nel ridurre:

  • Pressione arteriosa centrale sistolica (la pressione quando il cuore si contrae), con una diminuzione media di 14 mmHg rispetto a 6 mmHg con atenololo.
  • Pressione arteriosa centrale pulsatoria (la differenza tra pressione massima e minima), che è diminuita con bisoprololo ma è aumentata leggermente con atenololo.
  • Indice di aumento (augmentation index), che indica una minore rigidità delle arterie, migliorato con bisoprololo.

In conclusione

Entrambi i farmaci sono efficaci per abbassare la pressione del sangue e migliorare la flessibilità delle arterie. Tuttavia, il bisoprololo sembra avere un effetto più marcato nel migliorare la pressione arteriosa centrale e la salute dei vasi sanguigni rispetto all’atenololo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Prof. Claudio Ferri

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