Il caso clinico
Si tratta di un uomo di 80 anni con una lunga storia di diabete e ipertensione grave. Nel tempo ha sviluppato insufficienza renale e ha subito un trapianto di rene. Ha avuto anche eventi come ictus e infarto, e la sua pressione arteriosa è diventata molto difficile da controllare, nonostante l'uso di cinque farmaci diversi a dosi massime.
Le difficoltà e le valutazioni
Il paziente presentava anche altre condizioni che normalmente rappresentano controindicazioni per la denervazione renale, come una stenosi (restringimento) della valvola aortica e una stenosi carotidea del 40%. Inoltre, la funzione renale era ridotta, con un filtrato glomerulare di 28 ml/min/1.73m2. Tuttavia, data la gravità dell'ipertensione e l'inefficacia dei farmaci, si è deciso di procedere con la denervazione simpatica delle arterie renali native come ultima possibilità terapeutica.
La procedura di denervazione simpatica
La denervazione simpatica è una procedura che mira a ridurre l'attività nervosa nelle arterie renali, contribuendo così a diminuire la pressione arteriosa. Nel caso specifico, è stata eseguita attraverso un accesso dalla gamba destra, poiché il rene trapiantato si trovava a sinistra.
Per valutare l'anatomia delle arterie renali, è stata fatta una tomografia computerizzata senza mezzo di contrasto. Durante la procedura, un catetere è stato inserito nelle arterie renali e un elettrodo speciale ha erogato energia a radiofrequenza per interrompere le fibre nervose nella parete dei vasi sanguigni.
Al termine, la ferita nella gamba è stata chiusa con una compressione manuale assistita da un materiale che favorisce la coagulazione del sangue.
I risultati ottenuti
- Dopo sei mesi, la pressione arteriosa sistolica è diminuita di 46 mmHg e quella diastolica di 20 mmHg.
- Il paziente ha potuto ridurre il numero di farmaci a tre.
- La funzione renale è migliorata leggermente, con un aumento del filtrato glomerulare da 28 a 32 ml/min/1.73m2.
- A nove mesi, la pressione si è stabilizzata intorno a 150/70 mmHg.
- Un anno dopo la procedura, il paziente ha affrontato con successo un intervento per la stenosi valvolare aortica.
In conclusione
La denervazione simpatica delle arterie renali può rappresentare una valida opzione per pazienti con ipertensione grave resistente ai farmaci, anche in presenza di condizioni complesse come un trapianto renale e altre malattie cardiovascolari. In questo caso, la procedura ha portato a un miglioramento significativo della pressione arteriosa e della funzione renale, contribuendo a una migliore qualità di vita.