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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/01/2014 Lettura: ~3 min

La denervazione renale percutanea: un nuovo trattamento per l’ipertensione resistente

Fonte
J Am Coll Cardiol. 2013 Dec 3;62(22):2031-45. doi: 10.1016/j.jacc.2013.08.1616.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andrea Ungar Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1105 Sezione: 32

Introduzione

La denervazione renale percutanea è una procedura innovativa studiata per aiutare chi soffre di ipertensione resistente, una forma di pressione alta difficile da controllare con i farmaci tradizionali. Questo trattamento può ridurre la pressione sanguigna e migliorare la salute del cuore in modo significativo. È importante conoscere come funziona e a chi è destinato, per capire meglio le possibilità offerte da questa nuova tecnica.

Che cos’è l’ipertensione resistente

L’ipertensione resistente è una condizione in cui la pressione sanguigna rimane alta nonostante l’uso di almeno tre farmaci diversi, incluso un diuretico, che aiutano a controllarla. In particolare, si parla di ipertensione resistente quando la pressione sistolica (il numero più alto) è uguale o superiore a 160 mm Hg, oppure a 150 mm Hg per chi ha il diabete di tipo 2.

Come funziona la denervazione renale percutanea

La denervazione renale percutanea è una procedura che si esegue senza tagli, inserendo un sottile tubicino chiamato catetere attraverso un vaso sanguigno fino all’arteria renale, cioè il vaso che porta il sangue ai reni. Con questo catetere si usa una tecnologia chiamata radiofrequenza per interrompere alcune fibre nervose che influenzano la pressione del sangue.

I benefici osservati

  • Riduzione significativa della pressione sanguigna sia sistolica (massima) che diastolica (minima) nei pazienti con ipertensione resistente.
  • Miglioramento della funzione del cuore, in particolare del ventricolo sinistro, la parte del cuore che pompa il sangue nel corpo.
  • Questi miglioramenti possono avvenire anche indipendentemente dalla riduzione della pressione, indicando un effetto diretto sulla salute cardiaca.

Chi può sottoporsi a questa procedura

Non tutti i pazienti con ipertensione resistente sono candidati alla denervazione renale. Prima di procedere, è importante escludere:

  • Cause secondarie di ipertensione, cioè problemi diversi che causano l’aumento della pressione.
  • La pseudoipertensione, cioè casi in cui la pressione appare alta ma non lo è realmente, ad esempio a causa di una scarsa adesione ai farmaci o dell’effetto "camice bianco" (aumento della pressione solo in ambulatorio).
  • Intolleranza ai farmaci per la pressione.

Per questi motivi si consiglia di monitorare la pressione per 24 ore, per avere un quadro più preciso.

Precauzioni e limiti

Poiché la procedura può influenzare la funzione dei reni, è importante che i pazienti abbiano una buona funzionalità renale, con un valore stimato del filtrato glomerulare (una misura della salute dei reni) di almeno 45 ml/min/1,73 m2.

I dati attuali sulla sicurezza e l’efficacia della denervazione renale sono basati su studi con pochi pazienti e un follow-up massimo di 3 anni. Per questo motivo, è fondamentale un attento controllo nel tempo per valutare gli effetti a lungo termine.

Infine, anche se questa tecnica potrebbe avere benefici in altre condizioni legate a un’eccessiva attività nervosa renale, al momento non è raccomandata per usi diversi dall’ipertensione resistente nella pratica clinica.

In conclusione

La denervazione renale percutanea rappresenta una nuova possibilità per chi ha un’ipertensione difficile da controllare con i farmaci. Questa procedura può ridurre la pressione sanguigna e migliorare la salute del cuore, ma è importante che venga eseguita solo dopo una valutazione attenta e in pazienti selezionati. Sono necessari ulteriori studi per confermare i benefici a lungo termine e per definire con precisione chi può trarne maggior vantaggio.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andrea Ungar

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