Che cos'è l'ipertensione resistente
L'ipertensione arteriosa è una condizione molto comune, presente nel 20-30% degli adulti nei paesi occidentali. È importante controllare la pressione per ridurre il rischio di problemi al cuore, al cervello e ai reni.
Si parla di ipertensione resistente (IR) quando la pressione rimane alta (pressione sistolica uguale o superiore a 140 mmHg e/o pressione diastolica uguale o superiore a 90 mmHg) nonostante l'assunzione di almeno tre farmaci antipertensivi a dosi adeguate, incluso un diuretico. Oppure quando si usano quattro o più farmaci per mantenere la pressione sotto questi valori.
La prevalenza di questa forma varia dal 5% fino al 50% in diversi contesti medici. Prima di confermare la diagnosi di IR, è importante escludere altri motivi che possono influenzare la pressione, come:
- errori nella misurazione della pressione;
- l'effetto "camice bianco" (aumento temporaneo della pressione in ambulatorio);
- terapia non adeguata o scarsa collaborazione del paziente;
- forme secondarie di ipertensione causate da altre malattie;
- fattori che possono alterare la misurazione, come arterie rigide negli anziani.
Come si tratta l'ipertensione resistente
Il primo passo è ottimizzare la terapia farmacologica, scegliendo farmaci che agiscono su diversi meccanismi che causano l'ipertensione e tenendo conto di eventuali altre malattie del paziente. Di solito si usano:
- un diuretico (che aiuta a eliminare il sale e l'acqua in eccesso);
- un inibitore del sistema renina-angiotensina (che aiuta a rilassare i vasi sanguigni);
- un calcio-antagonista (che aiuta a dilatare i vasi);
- eventualmente altri farmaci come beta-bloccanti o alfa-bloccanti.
Un altro farmaco utilizzato in aggiunta è l'aliskiren, che agisce direttamente su un enzima chiamato renina.
La denervazione simpatica renale: una nuova opzione
La denervazione simpatica renale è una procedura che mira a ridurre l'attività del sistema nervoso simpatico nei reni, che contribuisce a mantenere alta la pressione arteriosa in alcune persone.
La procedura si esegue inserendo un catetere attraverso l'arteria femorale (nell'inguine) fino alle arterie renali. Con questo catetere si applica energia a radiofrequenza, cioè una forma di calore controllato, per interrompere alcune terminazioni nervose nei reni.
Si effettuano diverse piccole applicazioni di energia lungo l'arteria renale, monitorando la temperatura e la risposta dei tessuti per garantire sicurezza ed efficacia.
Dopo circa un mese si controlla che le arterie renali siano integre e si procede a trattare anche l'altro rene se necessario.
Risultati e sicurezza della procedura
Studi clinici, come lo studio SIMPLICITY HTN-2, hanno mostrato che la denervazione renale può ridurre significativamente la pressione arteriosa in pazienti con ipertensione resistente. A sei mesi dalla procedura, la pressione si è abbassata in modo importante rispetto ai valori iniziali.
Inoltre, la procedura è risultata sicura, senza gravi complicanze e senza peggiorare la funzione renale anche a due anni di distanza.
In conclusione
L'ipertensione resistente è una forma di pressione alta difficile da controllare con i farmaci tradizionali. La denervazione simpatica renale rappresenta una nuova possibilità di trattamento che agisce sul sistema nervoso dei reni per abbassare la pressione in modo efficace e sicuro. Questa procedura può essere considerata in pazienti selezionati con ipertensione resistente, sempre sotto controllo medico.